Viareggio: Ristorante Amaro

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This is the first post by Alessio, talking about a dinner at ‘Amaro Restaurant’ in Viareggio.  🙂

Qualche giorno fa, alla ricerca di una bistecca alla fiorentina come si deve, ci siamo spinti ieri sera a Viareggio, al ristorante Amaro, dove viene servita la carne del mitico Dario Cecchini, il poeta della “ciccia” di Panzana in Greve.
Amaro è un locale arredato con discreta eleganza ed il cui allestimento vorrebbe richiamare elementi di design (ma basta una grata come soffitto ed una parete a vetro a parlar di design??), pulito ma con i tavolini troppo vicini.
Il servizio è giovane ed informale e – purtroppo – non attentissimo.
Il menù è abbastanza chiaro, diviso tra antipasti, primi piatti di pasta fresca e la braceria.
Oltre alla carne si serve anche pesce, ma a giudicare dai passaggi dei piatti degli altri tavoli, un pò tutti siedono a quei tavoli per la carne.
Abbiamo preso diversi piatti di antipasto, tra cui un misto di salumi (culatello e mortadella tagliati al coltello) e formaggi (pecorino) buoni ma non eccezionali, fiori di zucca ripieni di ricotta (idem come sopra) e – udite udite – tonno del chianti, che è una coscia di maiale lessato con vino bianco su un letto di fagioli e cipolle, decisamente buono. Sarebbe stato opportuno che questa spiegazione ce la fornisse il personale di sala, ma ahimè, l’ ho dovuta cercare nel sito di Cecchini stesso: http://www.dariocecchini.com/prod_tonno.html

Abbiamo scelto due bistecche alla fiorentina, che prima di essere messe sulla brace ci vengono portate per visione (grosse erano grosse..).
Una volta tornate cotte, queste bistecche risultavano morbidissime ma decisamente poco gustose. Per una scelta filosofica (ad onor del vero mutuata dal Cecchini stesso), il condimento viene demandato alla clientela ed evidentemente, non vi è traccia di quella specifica, deliziosa speziatura che accompagna i miei ricordi di bistecche alla fiorentina.
Nonostante la buona volontà e la generosa aggiunta di sale e pepe, queste bistecche restano sì succulente e morbidissime, ma davvero scialbe di sapore. Il rosmarino crudo e verdissimo che le accompagnava, sembrava una bandiera di questo purismo del sapore che mi ha lasciato deluso.

Intendiamoci, un prodotto comunque buono, ma diverso da quello che mi aspettavo.
Abbiamo bevuto un chianti classico Riecine, ruffiano e molto caldo (sia per i 14° di titolo alcolometrico che per temperatura di servizio), ma piacevole e sopratutto proposto con un ricarico onesto.

Come dolci ci vengono descritte quattro scelte, tra cui una sfogliatina alle fragole ed una cheese cake. Prendo la sfogliatina, ma dopo alcuni minuti mi viene detto che alle fragole non c’è e che si può fare con frutta di stagione. Arriva una sfogliatina crema e mele di (chissà quale) stagione, ma la cosa che mi lascia più perplesso è vedere che la cheese cake è corredata di fragole fresche. Più di un sospetto mi nasce sulla preparazione al momento della mia sfogliatina, che infatti non è niente di eccezionale.

Paghiamo meno di 50€ a testa che per antipasto, bistecca e dolcino sono oggi come oggi un prezzo onesto.

In conclusione, locale e pietanze non indimenticabili ma comunque dignitose pagate il giusto. Molto migliorabili il servizio in sala e lo spazio tra i tavoli, qualcosa rivedrei sulla cucina.

Alessio

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